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L’industria manifatturiera della provincia di Verona registra nel secondo trimestre del 2026 un andamento positivo dei principali indicatori economici rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il quadro complessivo che emerge dall’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere Veneto, condotta sulle imprese del manifatturiero con almeno 10 addetti, evidenzia un consolidamento delle posizioni su base tendenziale. I segnali positivi registrati nel trimestre continuano tuttavia a confrontarsi con un panorama globale complesso, su cui gravano l’aumento dei prezzi delle materie prime e la forte pressione dei costi energetici.
Nel periodo in esame, la produzione industriale veronese ha segnato un incremento del +4,7% su base annua, posizionandosi al di sopra della media regionale (+3,3%). In questo contesto, il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 70,7%, valore prossimo al dato medio veneto (71,6%).
Gli ordini totali hanno registrato un aumento del +3,6% su base annua (+2,6% la media del Veneto). La spinta principale è derivata dai mercati esteri, che mostrano una crescita del +5,7% rispetto al secondo trimestre del 2025. La domanda interna ha evidenziato un andamento più contenuto, attestandosi su una variazione tendenziale del +3,0%.
Il fatturato totale del manifatturiero veronese è cresciuto del +3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 (a fronte del +2,7% regionale): la componente interna segna un +3,8%, quella estera aumenta del +3,6%.
Le aspettative espresse dagli imprenditori per i successivi tre mesi riflettono un diffuso, seppur cauto, ottimismo. Sul fronte della produzione, le previsioni di crescita (38,8%) e di stabilità (39,5%) risultano sostanzialmente allineate, a fronte di un 21,6% che attende una flessione dei ritmi produttivi. Le prospettive appaiono particolarmente favorevoli per il fatturato, con la quota maggiore di imprese (42,2%) che confida in un ulteriore incremento, mentre il 38,3% ipotizza un andamento stazionario e il 19,6% un calo. Un clima di sostanziale tenuta e fiducia emerge anche per quanto riguarda gli ordinativi: per la domanda interna, la maggior parte delle aziende (43,2%) prevede il mantenimento degli attuali livelli, affiancata da una quota del 39,4% degli intervistati che prefigura un incremento. Simile è il sentiment sui mercati esteri, dove prevalgono, per quanto riguarda gli ordini, le previsioni di stabilità (45,4%), seguite da quelle di espansione (36,8%), con ipotesi di flessione circoscritte al 17,8%.
Indicatore | Variazione % tendenziale (rispetto al 2° trimestre 2025) |
|---|---|
Produzione | +4,7% |
Ordini Interni | +3,0% |
Ordini Esteri | +5,7% |
Ordini Totali | +3,6% |
Fatturato Totale | +3,7% |
Grado di utilizzo impianti | 70,7% |
Ultimo aggiornamento: 10-08-2026, 11:40
