Le mafie operano come imprese e banche

Le mafie operano come imprese e come banche: offrono servizi e capitali, sia nei mercati illegali che in quelli legali. Il loro obiettivo principale è riciclare ingenti quantità di denaro frutto, in particolare, del traffico di sostanze stupefacenti. Per raggiungere questo obiettivo hanno bisogno della complicità e della connivenza di persone esperte non appartenenti al circuito criminale.

Gli obiettivi delle mafie

Il fine delle mafie è quello di acquisire ricchezza e potere, rapidamente e impunemente, attraverso l’esercizio della corruzione, dell’intimidazione e della violenza. A differenza di altre forme di criminalità organizzata, per raggiungere il loro scopo, le mafie si caratterizzano per la loro capacità di instaurare rapporti con persone che appartengono a cerchie sociali esterne al mondo criminale - la cosiddetta “area grigia” - come ad esempio esponenti politici, imprenditori, liberi professionisti, operatori delle forze dell’ordine e della magistratura, o del mondo finanziario.

La prova dell’esistenza di questi rapporti si evince non solo dalle inchieste giudiziarie ma anche, ad esempio, dal numero dei Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, delle interdittive antimafia emesse dalle prefetture, dalle operazioni finanziarie sospette segnalate dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, dal numero di beni e aziende confiscate segnalato dall’Agenzia nazionale istituita per gestire i patrimoni sottratti definitivamente ai mafiosi.

I reati spia

Le forze di polizia definiscono “reati-spia” una serie di accadimenti dietro i quali è possibile la presenza della criminalità mafiosa. Tra questi:

  • Intimidazioni: incendi, lettere minatorie, aggressioni, danneggiamenti;
  • Estorsioni e usura;
  • Incendi di rifiuti, di automezzi, di immobili civili e industriali; 
  • Aumento del consumo di stupefacenti;
  • Numero di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette segnalate dalla Banca d’Italia (Unità di informazione finanziaria).

Infiltrazione mafiosa: settori a rischio

Le mafie operano in tutti i settori economici. In particolare:

  • Appalti pubblici, costruzioni, settore immobiliare
  • Filiera agroalimentare (agromafie)
  • Giochi e scommesse
  • Gestione impianti sportivi
  • Raccolta e smaltimento di rifiuti (ecomafie)
  • Sanità
  • Trasporti e logistica 
  • Turismo e ristorazione

Come si presentano le imprese mafiose

Le organizzazioni mafiose utilizzano sempre meno la violenza. Da diversi anni, soprattutto nelle aree Settentrionali del Paese, i clan preferiscono sfruttare l’enorme liquidità in loro possesso per:
a)    presentarsi come normali imprenditori intenzionati ad investire;
b)   aiutare aziende in difficoltà con immissioni di capitali che si trasformano quasi sempre in prestiti usurai;
c)    corrompere persone che operano nella politica, nella pubblica amministrazione, nel mondo delle libere professioni.

Nel corso del seminario intitolato La penetrazione delle mafie nell’economia. Focus sul Veneto e su Verona , il Prof. Antonio Parbonetti, ha elencato quelle che sono le principali modalità di azione delle imprese mafiose. In particolare:

  • I mafiosi costituiscono più società, con bassa dotazione di capitale, operanti tutte nello stesso settore pur avendo sede in diversi territori oppure, al contrario, sono ubicate nello stesso territorio ma operano in settori diversi. 
  • Le società sono costituite da un solo socio o da pochi soci che sottoscrivono il capitale minimo per dare vita, in genere, ad una Società a responsabilità limitata, versando l’importo minimo di 2.500 euro. 
  • Le aziende legate alle organizzazioni criminali spesso condividono gli stessi amministratori e manifestano una incoerenza tra il volume d’affari che producono e gli investimenti realizzati (utilizzo di falsa fatturazione).
  • Gli imprenditori delle aziende criminali spesso gestiscono un numero rilevante di aziende che richiederebbero competenze differenziate.