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IMPORTANTE: dal 3 settembre 2018 i certificati di origine potranno essere richiesti esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma Cert'ò di Infocamere, mentre per gli altri tipi di documenti e visti si potrà continuare ad utilizzare il sistema degli appuntamenti.

La richiesta telematica del certificato di origine consente alle imprese:

- di evitare di recarsi agli sportelli

- di monitorare lo stato delle proprie richieste attraverso la piattaforma informatica dedicata

- attraverso la firma digitale, di firmare la richiesta e i documenti anche se il legale rappresentante è fisicamente lontano o non presente in azienda

Per accedere al servizio telematico di invio di pratiche per certificati di origine o richiesta visti è necessario effettuare la registrazione al portale www.registroimprese.it . Prima della registrazione sarà necessario dotarsi di dispositivo di firma digitale.

Si ricorda inoltre che il tempo di rilascio, sia per le richieste allo sportello che per quelle telematiche, dal momento della presentazione della richiesta, completa della documentazione e dei versamenti/pagamenti previsti, è di 5 (cinque) giorni, così come indicato nella Carta dei servizi e standard di qualità della Camera di Commercio I.A.A. di Verona.

IMPORTANTE: con la piattaforma Certò di Infocamere, selezionando "Tipo di pratica : Richiesta Visti - Autorizzazioni", allegando la stessa documentazione prevista per la pratica cartacea e fimandola anche digitalmente, è inoltre possibile richiedere anche altri e visti e documenti per l'estero,come ad esempio il visto per deposito su documenti accompagnatori delle merci (fatture, packing list, etc), il visto poteri di firma su dichiarazioni accompagnatorie delle merci o propedeutiche all'esportazione (dichiarazioni dell'impresa, deleghe, etc) e l'attestato di libera vendita. Tali pratiche, ovviamente, potranno continuare ad essere evase anche agli sportelli, previa prenotazione.

Il Certificato Comunitario di origine non preferenziale

È un documento ufficiale che attesta lo stato nel quale è avvenuta la produzione, l'estrazione o la fabbricazione delle merci oppure in cui è stata effettuata l'ultima trasformazione sostanziale in grado di modificare la forma o la destinazione d'uso del prodotto finito.

Il documento non certifica in alcun caso l'avvenuta spedizione, né è considerato rappresentativo della merce, come lo sono invece le polizze di carico, le lettere di vettura, ecc.

Il certificato di origine viene rilasciato essenzialmente quando non c'è un accordo fra i paesi per l'ottenimento di benefici daziari. In questo caso l'origine delle merci è definita non preferenziale e il certificato identifica esattamente il luogo di produzione del bene o il luogo in cui lo stesso ha subito l'ultima trasformazione sostanziale. Diversamente, se esistono accordi tra le parti, l'origine delle merci, definita in questo caso preferenziale, viene attestata dalle autorità doganali sulla base di tali accordi ed il certificato di origine non è normalmente necessario.

Il documento ha principalmente finalità creditizia (ad esempio può essere condizione necessaria per aprire lettere di credito) e doganale (scelta dei regimi doganali da parte delle Autorità competenti del paese importatore al momento dello sdoganamento) oppure può essere richiesto dal cliente finale per esigenze commerciali.

L'utilizzo è normalmente limitato ai rapporti tra Unione Europea e paesi extracomunitari, poiché in ambito comunitario è sufficiente che le merci siano accompagnate dalla fattura di vendita, sulla quale è consuetudine dichiarare l'origine (regolamento CEE n° 2454/ 1993). Tuttavia, se richiesto da esigenze commerciali, è possibile emettere il certificato di origine anche per destinazioni comunitarie.

I principi generali per il rilascio dei certificati di origine delle merci sono indicati nella guida emessa dal Ministero dello Sviluppo Economico d'intesa con Unioncamere nazionale (nota n° 75361 del 26.8.2009).

L'emissione del Certificato di Origine prevede un costo di 5,00 euro di diritti di segreteria per ogni copia rilasciata. I visti su altri documenti e dichiarazioni accompagnatorie delle merci in esportazione (fatture, packing list, fatture pro-forma, etc) o altri documenti destinati all'estero (contratti, power of attorney, dichiarazioni, etc) prevedono un costo di 3,00 euro. Su questi documenti, a richiesta, può essere apposto un ulteriore visto di legalizzazione della firma del funzionario camerale che lo ha convalidato (ex visto UPICA), al costo di 3,00 euro. Per le specifiche relative agli altri documenti per l'estero si prega di consultare la specifica pagina di questo sito.

Richiesta di rilascio telematica attraverso l'applicativo Cert'ò di Infocamere

Dal 3 settembre 2018 il certificato di origine può essere richiesto esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma Cert'ò di Infocamere.

Per accedere al servizio telematico di invio di pratiche per certificati di origine o richiesta visti è necessario effettuare la registrazione al portale www.registroimprese.it . Prima della registrazione sarà necessario dotarsi di dispositivo di firma digitale.

Indicazione della sede di competenza per l’evasione della richiesta

Di seguito si indica la suddivisione zonale, in base alla quale le richieste telematiche fatte attraverso l’applicativo Cert’ò dovranno essere inoltrate e di conseguenza gestite ed evase dagli uffici camerali.

Le richieste provenienti da aziende ubicate nel comprensorio denominato "Pianura Veronese", ovvero nei comuni di Oppeano, Ronco all’Adige, Albaredo d’Adige, Bovolone, Isola Rizza, Roverchiara, Pressana, Roveredo di Guà, Salizzole, San Pietro di Morubio, Bonavigo, Minerbe, Bevilacqua, Concamarise, Cerea, Legnago, Boschi Sant’Anna, Gazzo Veronese, Casaleone, Villa Bartolomea, Castagnaro, Nogara Angiari e Terrazzo dovranno essere inoltrate tramite Cert’ò indicando come sede di elaborazione la sede di Legnago.

Le richieste provenienti da aziende ubicate nel comprensorio denominato "Est Veronese", ovvero nei comuni di Selva di Progno, Badia Calavena, Vestenanova, Tregnago, San Giovanni Ilarione, Mezzane di Sotto, Illasi, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Roncà, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Colognola ai Colli, Soave, Monteforte d’Alpone, Zevio, Caldiero, Belfiore, San Bonifacio, Palù, Arcole, Zimella, Veronella, Cologna Veneta dovranno essere inoltrate tramite Cert’ò indicando come sede di elaborazione la sede di San Bonifacio.

Le richieste provenienti da aziende ubicate nel comprensorio denominato "Sud Ovest Veronese", ovvero nei comuni di Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Povegliano, Castel d’Azzano, Mozzecane, Nogarole Rocca, Vigasio, Buttapietra, San Giovanni Lupatoto, Trevenzuolo, Isola della Scala, Erbè, Sorgà dovranno essere inoltrate tramite Cert’ò indicando come sede di elaborazione la sede di Villafranca.

Le richieste provenienti da aziende ubicate nei comprensori denominati "Valpolicella - Valpantena - Lessinia", "Baldo - Garda" e "Verona Capoluogo", ovvero nei comuni diversi da quelli indicati sopra, dovranno essere inoltrate tramite Cert’ò indicando come sede di elaborazione la sede di Verona.

Documentazione da presentare

Alla richiesta telematica si devono allegare gli stessi documenti che precedentemente si presentavano allo sportello ed il modulo telematico di richiesta deve essere compilato secondo le medesime regole in vigore per il modello cartaceo, ovvero secondo quanto disposto dalle vigenti disposizioni emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico, con la collaborazione di Unioncamere, pubblicate nella sezione allegati di questa pagina.

Ad ogni richiesta deve sempre e comunque essere allegata almeno una fattura di esportazione; si ricorda che, fatto salvo il caso di più spedizioni parziali delle merci indicate in un'unica fattura, a fronte di una fattura all'esportazione si può emettere solo ed un solo certificato di origine.

Oltre al modello base, tutti i documenti dell’impresa che vengono allegati alla richiesta telematica devono essere firmati digitalmente da legale rappresentate/procuratore dell’impresa, identificati come tali all’interno della compagine sociale risultante dal Registro delle Imprese. Nel caso in cui i documenti allegati alla richiesta non siano firmati digitalmente la pratica sarà respinta. L’unico documento che può essere allegato alla pratica senza la necessità che sia firmato digitalmente è il Foglio di Distinta per la Consegna, necessario nel caso si sia selezionata l’opzione “Invio Postale”.

IMPORTANTE: nel caso in cui, nel corso dell'istruttoria, venga chiesta all'impresa la rettifica o l'integrazione documentale della pratica, se tali rettifiche e/o integrazioni non vengono trasmesse entro 7 (sette) giorni, gli uffici camerali avvieranno la procedura per porre la pratica in stato "Respinta".

Firma della richiesta e della documentazione da presentare

Il Modello Base in formato XML (ossia la richiesta del certificato di origine o la richiesta Visti – Autorizzazioni – Copie Certificato), la fattura di esportazione e ogni altro documento dell'azienda allegato alla richiesta devono essere firmati digitalmente dal legale rappresentante/ procuratore dell’impresa che chiede il rilascio del certificato di origine, che si assume la piena responsabilità civile e penale di quanto dichiarato, pena il respingimento della pratica.

Qualora il Modello Base di richiesta in formato XML non sia stato sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante/procuratore dell'impresa ma da un delegato, dovrà essere allegata ad ogni singola pratica pratica, pena il rifiuto della stessa, l'apposita delega, pubblicata tra gli allegati di questa pagina con il nome di MD_DC_Delega_Presentazione_Richiesta. Il documento di delega, debitamente compilato e completo del documento d'identità del delegante, deve essere firmato con firma autografa dal legale rappresentante, scansionato, trasformato  PDF/A e sottoscritto digitalmente dal delegato.

Se invece l'impresa intende conferire ad altro soggetto (spedizioniere/intermediario abilitato/altro amministratore o dipendente dell'impresa) l'autorizzazione a richiedere, per uno specifico lasso temporale, ogni certificato d'origine e visto per l'estero necessario all'impresa dichiarante e a rendere le dichiarazioni necessarie a tali fini sarà necessario, da parte del soggetto delegato, preventivamente inoltrare una specifica pratica telematica di delega (cfr. pagg. 35-36 del Manuale Utente Applicativo Cert'ò, pubblicato tra gli allegati di questa pagina), allegando una dichiarazione di conferimento redatta dall'impresa delegante su propria carta intestata secondo il fac-simile pubblicato tra gli allegati di questa pagina.

Ritiro dei documenti

La disponibilità del Certificato di Origine viene comunicata con email di notifica di chiusura della pratica.

Una volta che l’utente riceverà l’avviso di avvenuta evasione della richiesta, i documenti potranno essere ritirati presso gli sportelli o, qualora si sia optato per l’invio postale, saranno spediti tramite corriere all’indirizzo indicato dall’impresa.

Nel caso si opti per il ritiro presso gli sportelli camerali (In questo caso non si deve inserire la spunta su “Invio postale” nella richiesta tramite Cert’ò), l'incaricato dell’impresa si dovrà presentare con copia della email di notifica di chiusura della pratica o altro documento che garantisca la consegna della stessa al soggetto legittimato a riceverla.

Una volta che l’utente riceverà l’avviso di avvenuta evasione della richiesta, i documenti potranno essere ritirati presso i seguenti sportelli della sede centrale di Verona, senza bisogno di fissare un preventivo appuntamento presso l’Ufficio Certificazione Estero (3° piano).

Nel caso si sia optato per la consegna tramite corriere, questa avverrà entro il giorno successivo all’avvenuta notifica di chiusura della pratica. Si ricorda che fino al 31/12/2018 la consegna tramite corriere sarà gratuita per le imprese. In questo caso ricordiamo che è necessario aver allegato alla pratica di richiesta il Foglio di Distinta per la Consegna compilato in ogni sua parte, pena la sospensione della pratica/richiesta rettifica. Il recapito avviene normalmente entro le 18 del giorno successivo all’evasione della pratica, per le pratiche evase entro le ore 12: ad esempio, l’utente riceve l’avviso di chiusura pratica alle ore 11 del martedì, la pratica sarà consegnata entro le ore 18 del mercoledì; l’utente riceve l’avviso di chiusura pratica alle ore 17 del martedì, la pratica sarà consegnata entro le ore 18 del giovedì. Si precisa che gli uffici procederanno all’evasione delle pratiche in ordine cronologico di presentazione e/o di integrazione.

Procedure e casi particolari

Smarrimento del certificato di origine e richiesta del duplicato

Il duplicato può essere richiesto producendo copia della denuncia di smarrimento presentata alle autorità competenti.

Per il rilascio del duplicato deve essere utilizzato un nuovo formulario. Sul modulo di domanda il richiedente deve specificare che il primo certificato è stato smarrito e che si impegna a subire le conseguenze che potrebbero derivare dall'utilizzo, da parte di terzi, del certificato smarrito. Tale dichiarazione può essere resa anche a parte, su carta intestata a firma del legale rappresentante ed allegata alla richiesta.

Copia conforme

Si possono ottenere ulteriori copie di un certificato di origine già rilasciato chiedendo una copia conforme di quello emesso in precedenza.

In questo caso non serve presentare nuovamente alcun documento probatorio, come fatture di vendita, fatture di acquisto, bollette doganali, etc, in quanto la documentazione è già agli atti dell’ufficio.

Annullamento o sostituzione di un certificato di origine già rilasciato

Per ottenere la sostituzione di un certificato di origine (ad esempio perché sono variati i pesi piuttosto che il numero dei colli, etc), occorre preliminarmente restituire il certificato originale e tutte le eventuali copie rilasciate; successivamente si dovranno seguire le normali procedure per il rilascio di un nuovo certificato, procedendo con una nuova richiesta ed allegando nuovamente tutta la documentazione.

Pezzi di ricambio essenziali spediti successivamente

I pezzi di ricambio essenziali sono quelli che contemporaneamente costituiscono elementi in mancanza dei quali non può essere assicurato il buon funzionamento delle merci precedentemente esportate, sono caratteristici di tali merci e sono destinati alla manutenzione e alla sostituzione di pezzi della stessa specie danneggiati.

Per accertare che i pezzi di ricambio siano effettivamente "essenziali", le autorità competenti possono richiedere ulteriore documentazione (copia della fattura relativa alla merce precedentemente esportata, copia del contratto, ogni altro documento da cui risulti che la consegna dei pezzi di ricambio avviene nel quadro della normale manutenzione).

Il richiedente deve presentare all’ufficio una dichiarazione a parte con i dati relativi al certificato di origine del prodotto precedentemente esportato (autorità che lo ha rilasciato, numero e data dello stesso).

Nella casella 6 del formulario può essere indicato che si tratta di pezzi di ricambio essenziali aggiungendo l'indicazione della merce già esportata.

Certificato di origine a posteriori

Se la fattura di esportazione ha una data superiore ai 30 giorni, il certificato di origine può essere rilasciato a seguito di richiesta scritta e motivata presentando che motivi le ragioni della richiesta tardiva del certificato, indicando altresì dove si trovi la merce.

Nella casella 5 "Osservazioni" deve essere inserita la dicitura "certificato rilasciato a posteriori".

Certificato di origine proforma

Viene rilasciato a fronte di fatture proforma e può servire, ad esempio, per aprire una lettera di credito in alcuni paesi, come strumento di conoscenza delle condizioni di vendita applicate al cliente estero, per spedire merce in sostituzione di altra già spedita in precedenza ma risultata poi difettosa, per merci in esportazione temporanea.

Nella casella 5 "Osservazioni" devono essere specificati gli estremi della fattura proforma. Sul certificato emesso l’ufficio provvederà ad apporre il timbro "certificato proforma".

Merci usate

Nel caso sia trascorso molto tempo tra la data di produzione o importazione e quella di esportazione, è difficile provare l'origine delle merci in quanto, in genere, non sono più disponibili i documenti che ne dimostrino l'origine.

Secondo quanto stabilito dalle normative comunitarie, possono essere elementi probanti dell'origine le dichiarazioni del fabbricante o altro operatore commerciale, pareri di esperti, etichette apposte sulle merci stesse, libretti di istruzione per l'uso. Gli estremi di tali documentazioni dovranno essere indicate nel retro del modulo rosa di richiesta ed allegate in copia alla richiesta di certificato.

Nella casella 6 del formulario può essere indicato che si tratta di merce usata.

Triangolazioni commerciali

Nelle triangolazioni commerciali la merce è sul suolo italiano, è venduta ad un operatore estero e, su incarico di quest'ultimo, spedita ad altro cliente. In tale ipotesi nella casella 2 del formulario è possibile indicare, alternativamente:

  • solo l'intestatario della fattura;
  • entrambi gli indirizzi specificando come "final destination" il secondo cliente che riceve la merce;
  • l'indirizzo del primo operatore "buyer" e la dicitura "per ulteriore riesportazione", sostitutiva del secondo cliente;
  • la dicitura "all'ordine" seguita da "per ulteriore riesportazione".

È necessario che entrambi gli indirizzi compaiano sempre sulla fattura di esportazione.

Avvertenze

Si può richiedere un unico certificato d'origine per più fatture quando il cliente è unico e la spedizione è unica. In caso contrario, si potranno richiedere un certificato d'origine per ogni fattura. Qualora vi siano più spedizioni per merci indicate in un’unica fatture si dovrà specificare, nel campo note, “spedizione parziale”.

I formulari distrutti, inutilizzati, compilati in maniera errata, devono essere restituiti alla Camera di commercio; l'impresa non può utilizzare i formulari presso una Camera di commercio diversa da quella che li ha rilasciati, mentre può presentarli presso tutti gli uffici decentrati della stessa Camera di Commercio.

I formulari in carico all'impresa ma non ancora utilizzati che dovessero essere compilati in maniera non corretta o che vengano deteriorati dovranno essere riconsegnati allla Camera di Commercio che provvederà a scaricarli dall'impresa assegnataria.

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Contenuto aggiornato al: 23 Novembre 2018